lunedì 21 agosto 2017

FINO ALL'OSSO



Anno:2017
Regista:Marti Noxon
Attori: Lily Collins, Keanu Reeves, Alex Sharp

Un'altra opera meravigliosa e targata Netflix che mira a far conoscere al grande pubblico una malattia che affligge moltissime persone e di cui non si parla mai abbastanza, ovvero l'anoressia.
Ellen è una giovane artista che entra ed esce di continuo da centri di riabilitazione per i disturbi alimentari, finché la sua matrigna non le trova la casa di cura del dottor Beckham. All'interno di questa casa vi sono sette ragazzi con diverse storie, disturbi e manie, tra di loro ci sono sia persone che continuano a ricadere nel tunnel del disturbo, ma vi sono anche quelli che stanno risalendo dal fondo. Fra questi c'è Luke a cui Ellen si lega e che sembra infonderle la voglia di guarire.
Purtroppo un fatto imprevisto e terribile porta la ragazza a crollare: riprende il controllo della situazione ritornando a digiunare, arrivando a sfiorare il tragico epilogo.
Questo film rompe il tabù che avvolge questa malattia, mostrando anche in modo crudo gli effetti  di questa e come sconvolge la vita delle persone affette e la sfera familiare.
Lily Collins è magistrale, donandoci una Ellen fredda verso il mondo che la circonda, che cerca l'annientamento per una colpa che non è sua: è lei che deve portare il peso dell'inadeguata capacità dei genitori di non riuscire ad aiutare o comprendere il malessere del figlio. Ellen diviene 'un problema' da far rimbalzare da una porta all'altra, da una clinica all'altra,e non più una persona che necessità di cure e di positività.
Purtroppo non ci è dato sapere quanto il personaggio di Ellen abbia a che fare con quello che ha portato la stessa Lily a seguire la via dell'anoressia, ma di sicuro l'attrice è riuscita a trasmettere il reale turbamento e orgoglio nel perdere peso di coloro che sono affetti da questo disturbo (state attenti alle microespressioni di Lily/Ellen!)
Personaggio che ho apprezzato molto è Luke, interpretato da Alex Sharp, che combatte la sua malattia attraverso l'esuberanza e la perenne positività. Unico ragazzo all'interno della casa famiglia è anche l'unico che incoraggia le altre a superare le loro riserve verso il cibo. Il suo percorso è un continuo crescendo di successi, ma rischierà di perdere tutto dopo una tragedia, mostrando come questa sia una malattia che rimane sempre al fianco delle persone che ne sono affette, pronta ad attaccarle nel momento di debolezza.
Fino all'osso si pone l'obiettivo di portare a luce alcune delle sfaccettature di questa malattia, rompendo il tabù in cui si trova, e spingendo le persone che ne soffrono a combattere per essere nuovamente liberi di vivere a pieno la vita. Ma spinge anche le persone vicine ai malati a interrogarsi
su quali siano i reali motivi che spingono questi a cercare di mantenere il controllo esercitandolo sul cibo. Il malessere di Ellen sembra arrivare proprio dalla mancanza capacità delle persone intorno a lei di comprendere che è lei quella che deve essere aiutata, non sono loro ad essere compatite o incoraggiate, che questo malessere non deve essere giustificato bensì combattuto, cosa che Beckham cerca di fare, ricordandogli che loro sono vivi e ciò basta per lottare.
Molte sono state le polemiche riguardo il fatto che questo film possa portare la gente a pensare che sia cool soffrire di questa malattia, ma credo che non abbiano visto la stessa pellicola che ho visto io, ma solo la prima mezz'ora. E' vero, all'interno della casa ci sono delle ragazze bellissime come Kelly o Tracy, ma si vede anche Pearl che viene intubata perché non mangia e che va in panico quando scopre le calorie all'interno della sacca. Vi sono le immagini di una festa, di una gita dai toni poetici, un amore dolce e delicato che nasce tra due persone che lottano per sopravvivere, ma che vengono immediatamente controbilanciante da tragedie, dalla paura di perdere il controllo e dalla ricaduta nel tunnel.
C'è della poesia all'interno del film che si contrappone alla tragedia, che ha lo scopo di sottolineare come ci siano dei motivi per cui vivere, che c'è qualcosa per cui vale la pena ingoiare un paio di calorie in più per essere in grado di reggersi in piedi e vivere a pieno.
Penso che questo film può essere un grande passo avanti verso un discorso più ampio e approfondito riguardo a questo argomento, che può permettere di comprendere almeno un po' cosa scatta nella testa di queste persone e di cosa sono costretti ad affrontare.

Buona visione!


lunedì 14 agosto 2017

BABY BOSS

Anno:2017
Regista: Tom McGrath
Attori:Alec Baldwin, Lisa Kudrow, Steve Buscemi, Tobey Maguire, Jimmy Kimmel



Tim Templeton è un bambino con una fervida immaginazione, con dei genitori meravigliosi e una vita invidiabile, finché non arriva quello che dovrebbe essere il suo fratellino: un bebè in giacca e cravatta, accompagnato da una ventiquattro ore e dai modi un po' strani.
L'arrivo di questo nuovo membro porterà Tim  a sentirsi solo e ignorato perciò, quando capisce la vera origine del bebè, decide che avrebbe trovato il modo di mascherarlo ai suoi genitori, ma quando ogni piano fallisce i due decidono di fare un patto: il Baby Boss se ne sarebbe andato se Tim lo avesse aiutato a scoprire ciò che minaccia le nascite dei bambini.
La storia è costruita veramente bene, l'intreccio narrativo è abbastanza semplice ma può essere gradito anche da un pubblico adulto, come le citazioni musicali e cinematografiche presenti all'interno della pellicola. Ad uno sguardo più maturo può sorgere anche il dubbio che l'intera storia sia tutta una finzione, una favola, che il protagonista ci racconta. Infatti il film inizia con Tim che ammette che i suoi genitori gli hanno sempre detto che era un bambino molto fantasioso, ed essendo lui il narratore, ci troviamo a mettere in discussione quello a cui assistiamo. Questo mettere in dubbio la vicenda viene anche sottolineato da alcune inquadrature, Fast&Furios  che poi, viste dalla prospettiva dei genitori, diventa una scena normalissima con una lentissima macchinina a pedali.
come ad esempio (non è uno spoiler, perchè c'è anche nel trailer) l'inseguimento con le macchinine che fa concorrenza ai vari
Ma oltre ai diversi modi di vedere la storia anche i problemi che vengono presentati si rivolgono sia al mondo dei più piccoli sia a quello dei più grandi, parlando sia dell'amore tra fratelli sia del crollo delle nascite. Viene proposto come al solito lo schema dei bambini che comprendono la realtà prima degli adulti, ma a fare la parte del guastafeste non è il genitore bensì il piccolo Baby  Boss, che copre il ruolo del vero adulto della storia. I due genitori, infatti, incoraggiano l'unione dei bambini e a vivere le loro avventure, bensì è il bebè che si concentra sulla carriera che non comprende il mondo infantile a cui avrebbe dovuto appartenere.
Vi consiglio caldamente questo film d'animazione divertente e pieno di significato.
Buona visione!

lunedì 7 agosto 2017

SHADOW PLAY (Il fuorilegge della notte vol. 2) di D. Finn

 Quasi un anno fa è iniziata l'avventura di Cisco Suarez, negromante e ex zombie assassino, uomo assetato di vendetta per la morte dei suoi cari e per i dieci anni passati alle dipendenze di un terribile vampiro. Cosa succederà adesso al nostro amico?


Dopo aver ucciso il vampiro che lo aveva soggiogato e pensando di aver capito per quale motivo era stato assassinato, Cisco continua la sua indagine per scoprire chi ha ordinato tutto e chi ha aiutato il vampiro nell'incantesimo. Purtroppo tutto ciò è reso complicato dalla presenza di un poltergeist, che è deciso ad uccidere il negromante.
All'inizio pensavo che la questione del fantasma fosse un modo per inserire più azione nella parte iniziale del romanzo, ma più la storia progrediva più la vicenda prendeva un senso, tanto da essere l'origine di uno stupefacente colpo di scena finale.
Come nel primo capitolo, Domino Finn ci regala personaggi con enormi zona d'ombra, ma questa volta tutto risulta ancora più complesso da comprendere perché va ad intaccare personaggi impensabili. Tutto risulta messo in discussione dalle ultime scoperte di Cisco, dubitando di chiunque e del suo reale ruolo nella vicenda.                                                                                 Ho apprezzato il personaggio di Milena, l'amica di infanzia di Seleste, sorella di Cisco, e lo spazio che le è stato dato. La ragazza diviene per un breve periodo compagna d'avventura del negromante, portando quel tocco di coraggio femminile che non guasta nella storia. Purtroppo la sua presenza sarà breve, ma carica di significato. Spero che ritorni nuovamente nel prossimo capitolo.
Cisco rimane il solito ragazzo che agisce senza avere un vero e proprio piano e sempre con la battuta pronta, sta iniziando a essere un po' più maturo, ma penso che le cose miglioreranno con il prossimo volume, soprattutto dopo le ultime pagine.                                                                                                   Il sole di Miami è soffocante e fa da sfondo a tutte quelle situazione in cui il protagonista è a disagio, mentre è nelle ombre che trova la sua casa, la sicurezza, si innesca così un forte simbolismo riguardo
alla vita di Cisco, che otterrà una maggiore rilevanza nelle ultime battute.   Questo secondo capitolo è stato degno successore del primo e spero anche degno predecessore di un terzo volume che potrebbe portare alla risoluzione del mistero oppure ci potrebbe portare ad immergerci ancora di più nell'oscuro mondo della magia delle ombre.                                             Buona lettura!

venerdì 26 maggio 2017

Le scoperte di Silvia #3

Vi voglio proporre una rapida carrellata di ciò che ho letto e visto in questo periodo e che meritano attenzione.
Partiamo dai prodotti Netflix. 



La piattaforma di streaming ha portato alla mia attenzione diverse opere molto interessanti. Inizio dalla serie TV Juana Ines, prodotta dalla stessa Netflix, realizzata interamente in spagnolo, che narra le vicende di una delle più importanti poetesse del Messico.
Juana Ines è una ragazza che ha dedicato tutta la sua vita alla conoscenza e alla poesia, ma la sua condizione da bastarda le impedisce, però, di avere un lavoro all'interno della corte e potersi sposare. Decide così di farsi suora, potendo, così, dedicarsi interamente allo studio, ma la sua vita sarà continuamente turbata dalle lotte religiose e politiche che sconvolgono il suo Paese.
E' ben costruita, cercando di regalare allo spettatore uno spaccato della condizione messicana a metà del Seicento, inoltre è presente un attento studio dei personaggi che ci permette di apprezzarli e odiarli nel corso della storia. Vengono affrontati diversi problemi, come quello della sessualità, quello religioso e quello di genere, che, attraverso le vicende legate alla protagonista, portano a riflettere sulle condizioni delle donne in Messico durante il periodo dell'Inquisizione.
Ho visto anche il film documentario Walt-Before Mickey, realizzato nel 2014, dove viene narrata le difficoltà che il creatore di Topolino dovette affrontare per riuscire a emergere nel mondo dell'animazione negli anni 20. In questo periodo, infatti, il mondo dei cartoni animati vantava un grandissimo successo grazie a personaggi iconici e, essendo un campo piuttosto costoso, erano pochi coloro che avrebbero rischiato per produrre nuovi cortometraggi.
Il giovane Disney sarà costretto, così, ad affrontare i fallimenti, i sotterfugi delle case di produzione e le difficoltà economiche che lo porteranno a cadere per poi rialzarsi sempre più deciso a raggiungere il suo scopo grazie al supporto dei suoi amici e di suo fratello.
Grazie a Netflix ho potuto recuperare  The iron lady e The woman in black.
Il primo è un film biografico che riguarda Margareth Thatcher, la prima a ricoprire il ruolo di Primo Ministro inglese nella storia, una donna che ha dovuto lottare per ottenere ogni cosa e che non è mai scesa a patti per nessun motivo, decisa a portare avanti le sue idee fino all'ultimo. Questo comportamento, però, l'ha portata a perdere molte cose importanti, soprattutto per quanto riguarda l'aspetto famigliare. Film del 2011 merita di essere visto per la stupenda performance di Meryl Streep.
Per quanto riguarda The woman in black, film del 2012, con Daniel Radcliffe nel ruolo di protagonista, è un remake dell'omonimo film del 1989, in cui ha recitato Adrian Rawlind, ovvero colui che nella saga di Harry Potter intepretò James Potter. Il film narra la vicenda vicenda paranormale che coinvolge Arthur Kipps, un giovane avvocato, che mentre analizza i documenti di una defunta, si trova a dover fare i conti con la morte di diversi bambini nel villaggio e dell'apparizione di presenza oscure a malvagie all'interno della villa in cui sta lavorando.
Il film è un horror drammatico che ho apprezzato molto, infatti è un genere che solitamente non apprezzo, la storia è molto intrigante e tiene attaccati allo schermo, inoltre, a parte brevi momenti, non vi sono scene splater o paurose, le apparizioni del fantasma che incute timore al villaggio non sono molto 'delicate', esso appare come un semplice spettatore che cammina e osserva ciò che avviene da distante, contrapponendosi con la crudeltà con cui uccide e sceglie le sue vittime.
Vi consiglio di vedere anche The Imitation Game, anno 2014, dove troviamo un emozionante Benedict Cumberbatch e una stupenda Keira Knightley alle prese con la storia di Alan Turing, colui che non inventò il primo computer ma che fu fondamentale per la fine della Seconda Guerra Mondiale, permettendo agli Alleati di decifrare i codici nazisti permettendo, così, la loro disfatta.
Ve lo consiglio molto, in quanto è una storia che non si sente molto spesso raccontare per diversi motivi, e solo negli ultimi anni è stato riconosciuto il vero valore delle scoperte di Turing e del contributo alla guerra che ha portato.
Ora passiamo ai libri...



Ho appena terminato la Saga di Divergent, e con parecchio ritardo visto che il primo capitolo dei libri è uscito nel 2011, mentre quello cinematografico nel 2014. La saga è composta da tre libri ovvero Divergent, Insurgent e Allegiant, e uno spin off dedicato a Quattro che, in modo molto fantasioso si intitola Four.
In un futuro apocalittico distrutto dalle guerre è sopravvissuta un'unica città che, per evitare l'inizio di nuove guerre, si è divisa in cinque fazioni: Intrepidi, Candidi, Eruditi, Pacifici e Abneganti. Ma le cose stanno precipitando lo stesso e toccherà a Tris e Four a salvare la loro città.
I primi due libri hanno una trama e uno stile di scrittura molto godibile e veloce, che costringe il lettore a rimanere incollato alle pagine, trattenendo il fiato nei momenti più difficili e sospirando di sollievo quando le cose cominciavano a procedere bene. Il modo di agire dei protagonisti, che continuano a correre e a lottare senza fermarsi aiuta ad avere un ritmo rapido e senza pause. E' proprio il cambiamento di ritmo a rendere Allegiant più lento e, a parer mio, complesso da digerire.  La prima parte risulta un po' fastidiosa in quanto vi è una calma innaturale che si contrappone alla rapidità dei libri precedenti, ma poi si risolleva intorno al metà del libro, conducendoci verso un finale che lascia di stucco.
E' una serie che vi consiglio di recuperare, se invece l'avete già letta ditemi cosa pensate qui sotto, nei commenti.
Vi è un ultimo libro che vi consiglio di prendere, leggere e regalare a più persone possibili. Si tratta di Storie della buonanotte per bambine ribelli, una raccolta di 100 storie che vogliono raccontare la vita di altrettante donne grandiose, che hanno cambiato la storia. Le loro vicende, alcune volte tragiche, altre con un lieto fine, sono riportate in modo semplice e comprensibile per i più piccoli, permettendo ai grandi di domani di conoscere alcune delle figure più importanti dei tempi antichi e del giorno d'oggi, e insegnando che se si vuole veramente qualcosa e si lavora sodo si possono fare grandi cose.
Buona lettura!

lunedì 15 maggio 2017

THE MIDNIGHT SEA di K.Ross

I secoli precedenti all'anno 0 hanno visto la nascita di grandi popoli, primo fra tutti quello greco, ma vi era un altro impero che splendente in quel periodo: l'Impero Persiano. Ma se i libri di storia non avessero raccontato tutto? Se questo impero deve la sua forza e la sua estensione a qualcosa di diverso che alla semplice bravura militare? Se avesse potuto contare su un aiuto un po' speciale?



Nazafareen è una ragazza senza nessun freno e testarda che ha perso la sorella minore a causa di un demone. I sensi di colpa che la divorano la portano a lasciare il suo clan per entrare a far parte dei Water Dog, guerrieri che combattono le entità oscure avvalendosi dei poteri dei daeva, anch'essi demoni ma che, grazie a dei bracciali magici, sono sotto il loro controllo.
La ragazza, alla fine dell'allenamento, riceve il suo daeva, Darius, un ragazzo misterioso e scorbutico con una preposizione per la manipolazione della terra. I due, dopo diverse difficoltà, inizieranno a legare ed essere a tutti gli effetti una squadra e forse qualcosa di molto di più, ma la loro realtà verrà sconvolta quando scopriranno che tutto quello che hanno imparato in realtà non è altro che una crudele manipolazione della verità, portandoli a cercare un luogo sicuro in cui rifugiarsi e combattere per ciò che è veramente giusto.
The Midnight Sea  mi ha tenuto incollata alle pagine fin dal primo momento grazie alla narrazione e alla trama avvincente. Nazafareen è una protagonista impulsiva, prima agisce e poi pensa a quello che avrebbe potuto fare, ma che tiene bene a mente il suo scopo: salvare chi ama sacrificando anche sè stessa. Proprio questo suo temperamento la porterà ad affrontare diversi problemi, soprattutto con Darius, il suo 'schiavo'.
Darius è un ragazzo schivo che usa la sua maschera di cinismo per nascondere la sua sofferenza. I suoi modi freddi e distaccati fanno intuire un animo complesso e tormentato che ci conquista subito, portandoci a desiderare un lieto fine per lui, che, invece, si autoinfligge continuamente 'dolore'. Il daeva, infatti, desidera la sua prigionia, desidera che la sua padrona lo ferisca o gli dia ordini, si impone di essere distaccato da lei quando in realtà ne è attratto irrimediabilmente. Con Nazafareen, però, assapora il senso di uguaglianza, di libertà e di fiducia, che gli permette di aprirsi verso di lei lentamente e in modo consapevole.
Il loro rapporto cresce continuamente nel corso del libro, in modo graduale, facendoci intuire un dolce finale che però rimane incerto, soprattutto dopo un avvenimento tragico e doloroso che, a metà libro, mi ha sconvolto, facendomi scendere anche una lacrimuccia. Questo evento va ad innescare quel susseguirsi di eventi che porteranno i due protagonisti a vedere le loro posizioni all'interno dei Water Dog messe in discussioni.
Mi è piaciuto molto che a far partire quella che sarà una vera e propria catastrofe fosse semplicemente il dolore umano, un dolore cieco dovuto alla perdita di una persona vicina ma che è stata mantenuta sempre a una certa distanza per evitare una colpa che li avrebbe macchiati per sempre. Questa sofferenza ha portato uno dei personaggi più belli del libro a diventare l'antagonista della protagonista, portandola molto vicino alla morte senza mai trovare un po' di compassione in quanto fin troppo sopraffatto dall'oscurità presente nel suo cuore.
Ma cosa c'entra tutto questo con l'introduzione che vi ho fatto all'inizio del post? Bè, con l'ambientazione che Kat Ross ci regala, magistrale e perfetta.
Nel corso del libro ho trovato spesso nomi di regioni o città che realmente sono esistite nell'antichità e che hanno ricoperto un determinato ruolo nella storia, e ho pensato fosse una coincidenza, finchè non sono giunta alla fine del romanzo, in cui viene rivelato il vero nome di uno dei personaggi. L'intera storia si svolge nel corso del 330 a.C., periodo di decadenza dell'Impero Persiano propria a causa di alcuni invasori, che nel libro di scuola sono semplici umani, ma in questo romanzo, invece, non sono altro che demoni e negromanti. Ciò apre un bellissimo parallelismo in cui fantasy e storia si compenetrano, andando a dare una versione rivisitata alla grandezza di un Impero che in 'pochissimo' tempo è scomparso dopo anni di governo luminoso. Inoltre, quante volte ci siamo chiesti come facevano alcuni giovani conquistatori a vincere battaglie sanguinolente contro comandanti più esperti di loro? Bene, questa volta verrà svelato il segreto, ovvero che al fianco di un giovane re passato alla storia c'erano dei daeva potentissimi, desiderosi di ottenere la libertà.
The Midnight Sea  è quel libro che ti dà la soddisfazione di arrivare alla conclusione, di intuire il percorso degli eventi, ma allo stesso tempo segue un percorso che ti lascia di sasso, interdetto, lasciando l'insoddisfazione di non aver compreso quei personaggi che, almeno un po', ti restano nel cuore.
Speriamo che anche nei prossimi romanzi troveremmo questa lucidità narrativa e una nuova avventura avvicente e meravigliosa come quella di questo meraviglioso primo capitolo!


Ringrazio la Dunwich Edizioni per avermi permesso di partecipare a questo Release Party permettendomi di scoprire una scrittrice meravigliosa, ovvero Kat Ross, e un libro stupefacente come questo.
Un bacione e buona lettura!

mercoledì 3 maggio 2017

LE BEATRICI di S. Benni

Molteplici voci si susseguono nello spettacolo ideato da Stefano Benni, diverse realtà e epoche fanno capolino in Le Beatrici, un'opera che va letta tutta d'un fiato.


Come già detto si tratta del copione di un'opera teatrale composta unicamente da monologhi femminili, intervallati da poesie divertenti e ironiche. Anche le parole pronunciate dalle protagoniste sono grondanti di sarcasmo e di satira, ma sono allo stesso modo taglienti e crudeli; esse portano alla luce il marcio della loro epoca e della loro realtà,che le avvolge e le distrugge.
Tra le donne di Benni emergono di sicuro in modo chiaro le figure di Beatrice e della Vecchia.
Quest'ultima racconta la vita di abusi che ha dovuto sopportare in gioventù e come il suo corpo, ormai anziano e decadente, non rispecchi l'anima giovane e vogliosa di vita che racchiude in sè. Le sue parole sono affilate e attaccano il lettore/spettatore senza pietà, mira a ferire. Le sue parole sono piene di sarcasmo quasi a voler nascondere il dolore che prova dentro di sè, la vergogna per quello che ha subito, arrivando a giustificarlo. E' una donna che non vuole mostrare la sua fragilità, ma poi si arrende e chiede di essere liberata, per poi tornare a richiudersi dietro una maschera di strafottenza solo per poter preservare la sua dignità.
E' una donna che non ha un periodo storico preciso dove poter essere collocata, la sua storia è simile a quella di molte altre ragazze che si sono trovate costrette a subire delle violenze, che non vogliono denunciare perché temono di perdere la loro forza, la loro indipendenza, la loro voce, sbagliando.
Il mio personaggio preferito, però, è e rimane Beatrice, o meglio la Beatrice di Dante. La ragazza che abbiamo imparato a conoscere attraverso le poesie del Sommo Poeta si rivela a noi in tutta la sua femminilità e in tutto il suo voler essere donna. 
E' un personaggio forte e caparbio che vuole vivere, che vuole essere amata come donna reale e non come mera creatura angelica da osannare attraverso canti.
Spiritosa e senza pelli sulla lingua, Beatrice ci racconta come essere la musa di un poeta possa avere dei pro e, molti, contro, la difficoltà di vivere in un momento storico dove la libertà è solo maschile e la donna, invece, debba essere vista come una creatura quasi divina.
A renderla ancora più vicina a noi questo è la presenza di riferimenti al nostro tempo, il che rende tutto ancora più divertente grazie alla compresenza della dialettica medioevale con quella contemporanea.
Benni è riuscito a catturare in modo autentico, e pieno, la realtà del mondo delle donne, la continua compresenza di diversi ruoli e stati d'animo nella figura femminile: angelo/diavolo, madre/lavoratrice, forte/fragile... Questi aspetti emergono in modo più o meno chiaro nelle vicende di tutte queste figure, portando in alcuni momenti a riflettere sulle loro storie, sul modo di rapportarsi con la sfera femminile e sul modo di vivere.
Vi lascio qui sotto il link per poter vedere il video di Cimdrp che legge il primo capitolo, quello appunto dedicato a Beatrice, e ci vediamo alla prossima recensione.
Buona lettura!



martedì 25 aprile 2017

LA BELLA E LA BESTIA

Anno:2017
Regista: Bill Condon
Attori: Emma Watson, Dan Stevens Luke Evans, Josh Gad, Kevin Kline



Nuovo live action marchiato Disney che vuole riproporre uno dei classici più amati della sua storia.
Ritroviamo in sostanza la stessa vicenda del Classico, per chi non lo sapesse è questa: Belle vive con il padre inventore in un paesino 'provinciale', dove gli unici che possono avere una formazione scolastica sono i maschietti, perciò la ragazza non viene vista di buon occhio in quanto in grado di leggere, scrivere e di far conto.
Essendo la più bella della cittadina viene corteggiata da Gaston, un uomo forte e affascinante, che lei rifiuta in più occasioni. Il padre, Maurice, mentre si reca alla fiera annuale, si perde nella foresta finendo in un castello abbandonato dove raccoglie una rosa da portare alla figlia. Questo atto, all'apparenza innocente, scatena l'ira del principe del castello, la Bestia, che lo imprigiona.
Belle, scoprendo il destino del padre, decide di prendere il suo posto come prigioniera, sapendo che non avrebbe più potuto abbandonare il castello per il resto della sua vita. Durante il soggiorno tra le mura scopre che in realtà la Bestia e gli abitanti del castello sono sotto un terribile incantesimo, che presto diverrà irreversibile.
La prima versione cinematografica della Bella e la Bestia fu realizzata nel 1992 dalla Disney e gli valse l'Oscar come miglior colonna sonora e il Golden Globe come miglior film commedia o musicale, perciò una versione live action era un'idea, almeno sulla carta, vicente...E lo è stato!In meno di una settimana era il film con il maggior incasso del 2017. Sembra che tutti siano andati a vedere questo film, chi per rivivere la magia del Classico chi per vedere se le critiche e le dicerie erano fondate. Infatti è nata una vera e propria bufera riguardo a due aspetti del film,
uno a livello internazionale e uno tutto italiano.
Il film non è stato distribuito in tutti i Paesi del mondo a causa della presenza di un personaggio dichiaratamente omosessuale presente nella pellicola, ovvero LeTont, il tirapiedi di Gaston. Infatti in molti Paesi, come la Malesia e la Russia, il film è stato vietato ai minori di, rispettivamente, 13 e 16 anni. Nel web vi sono stati genitori che inneggiavano il boicottaggio a causa di questa presunta scena omosessuale.
In effetti vi sono due scene dove si potrebbe vedere un riferimento all'omosessualità ma non è nulla di oltraggioso. Vediamo, nel primo caso, solo un uomo che viene vestito da donna e che, dopo un secondo di personalità, si trova a suo agio. E' una gag che serve a sdrammatizzare un momento piuttosto pesante della storia ma soprattutto l'abbiamo vista e rivista in mille modi, anche nel contesto Disney. In Pirati dei Caraibi e la maledizione della prima luna  Pintel e Ragetti vengono vestiti da donna e fanno le stesse moine che farebbero delle ragazze, eppure nessuno si è sconvolto in quel caso.
La seconda scena invece riguarda la fine dove il malcapitato della scena precedente e LeTont si trovano a ballare insieme, una scena di un secondo, di cui ci si accorge a malapena, in quanto troppi concentrati sulla vicenda che si sta narrando.
Insomma sono gli unici due momenti dove chi sta cercando l'argomento può essere accontentato, per tutto il resto del film osserviamo un LeTont molto simile a quello del cartone.
Per quanto riguarda l'aspetto che ha sconvolto il pubblico italiano è il cambio delle parole nei testi delle canzoni, cosa avvenuta per esigenze di labiale. Essendo un film per bambini non era possibile tenere le canzoni in lingua originale e i cambiamenti non sono nemmeno così fastidiosi, ci si fa  l'orecchio velocemente.
Ma oltre a questi elementi come è il film?
Eccezionale!
La Disney non solo fa riferimento al cartone del 1992 ma lo corregge, vengono spiegati alcuni buchi di trama, ad esempio come ha fatto Belle a caricare la Bestia sul cavallo, perché anche gli abitanti del castello siano stati puniti o che cosa è successo alla madre di Belle. 

Hanno aggiunto nuove canzoni, nuove scene, nuove storie e intrecci, e spettacolarità alle scene. Quest ultimo aspetto risulta ancora più evidente grazie allo stile barocco delle ambientazioni, che riprendono il periodo storico in cui effettivamente si sarebbe ambientata la favola.
Gli attori sono a dir poco perfetti, Luke Evans, che interpreta Gaston, si è immedesimato in modo perfetto nel personaggio, portando sullo schermo un uomo fermamente convinto della sua bellezza e che sfrutta il suo potere e la sua influenza per ottenere quello che desidera.
Dan Stevens è stato un'ottima Bestia, forte e dolce, inoltre consiglio di ascoltare in lingua originale la canzone 'Per sempre' dove potete sentire le sue capacità canore.
Per quanto riguarda Emma Watson è Belle sotto tutti i punti di vista! Posata, intelligente e forte, un personaggio che ricorda sotto molti di punti Hermione Granger, ma in fin dei conti nei vari cross-over tra il mondo magico e quello Disney la maghetta più brillante della nostra epoca è sempre stata collegata a Belle.
Vi consiglio caldamente questo film per diversi motivi.
Il primo fra tutti è ritrovare la propria infanzia sullo schermo e rivivere la magia di una delle storie più belle del mondo Disney. Vi è poi la qualità del prodotto e la capacità di far passare ancora un messaggio importante per i più piccoli ma anche per i più grandi.
Buona visione!