venerdì 26 maggio 2017

Le scoperte di Silvia #3

Vi voglio proporre una rapida carrellata di ciò che ho letto e visto in questo periodo e che meritano attenzione.
Partiamo dai prodotti Netflix. 



La piattaforma di streaming ha portato alla mia attenzione diverse opere molto interessanti. Inizio dalla serie TV Juana Ines, prodotta dalla stessa Netflix, realizzata interamente in spagnolo, che narra le vicende di una delle più importanti poetesse del Messico.
Juana Ines è una ragazza che ha dedicato tutta la sua vita alla conoscenza e alla poesia, ma la sua condizione da bastarda le impedisce, però, di avere un lavoro all'interno della corte e potersi sposare. Decide così di farsi suora, potendo, così, dedicarsi interamente allo studio, ma la sua vita sarà continuamente turbata dalle lotte religiose e politiche che sconvolgono il suo Paese.
E' ben costruita, cercando di regalare allo spettatore uno spaccato della condizione messicana a metà del Seicento, inoltre è presente un attento studio dei personaggi che ci permette di apprezzarli e odiarli nel corso della storia. Vengono affrontati diversi problemi, come quello della sessualità, quello religioso e quello di genere, che, attraverso le vicende legate alla protagonista, portano a riflettere sulle condizioni delle donne in Messico durante il periodo dell'Inquisizione.
Ho visto anche il film documentario Walt-Before Mickey, realizzato nel 2014, dove viene narrata le difficoltà che il creatore di Topolino dovette affrontare per riuscire a emergere nel mondo dell'animazione negli anni 20. In questo periodo, infatti, il mondo dei cartoni animati vantava un grandissimo successo grazie a personaggi iconici e, essendo un campo piuttosto costoso, erano pochi coloro che avrebbero rischiato per produrre nuovi cortometraggi.
Il giovane Disney sarà costretto, così, ad affrontare i fallimenti, i sotterfugi delle case di produzione e le difficoltà economiche che lo porteranno a cadere per poi rialzarsi sempre più deciso a raggiungere il suo scopo grazie al supporto dei suoi amici e di suo fratello.
Grazie a Netflix ho potuto recuperare  The iron lady e The woman in black.
Il primo è un film biografico che riguarda Margareth Thatcher, la prima a ricoprire il ruolo di Primo Ministro inglese nella storia, una donna che ha dovuto lottare per ottenere ogni cosa e che non è mai scesa a patti per nessun motivo, decisa a portare avanti le sue idee fino all'ultimo. Questo comportamento, però, l'ha portata a perdere molte cose importanti, soprattutto per quanto riguarda l'aspetto famigliare. Film del 2011 merita di essere visto per la stupenda performance di Meryl Streep.
Per quanto riguarda The woman in black, film del 2012, con Daniel Radcliffe nel ruolo di protagonista, è un remake dell'omonimo film del 1989, in cui ha recitato Adrian Rawlind, ovvero colui che nella saga di Harry Potter intepretò James Potter. Il film narra la vicenda vicenda paranormale che coinvolge Arthur Kipps, un giovane avvocato, che mentre analizza i documenti di una defunta, si trova a dover fare i conti con la morte di diversi bambini nel villaggio e dell'apparizione di presenza oscure a malvagie all'interno della villa in cui sta lavorando.
Il film è un horror drammatico che ho apprezzato molto, infatti è un genere che solitamente non apprezzo, la storia è molto intrigante e tiene attaccati allo schermo, inoltre, a parte brevi momenti, non vi sono scene splater o paurose, le apparizioni del fantasma che incute timore al villaggio non sono molto 'delicate', esso appare come un semplice spettatore che cammina e osserva ciò che avviene da distante, contrapponendosi con la crudeltà con cui uccide e sceglie le sue vittime.
Vi consiglio di vedere anche The Imitation Game, anno 2014, dove troviamo un emozionante Benedict Cumberbatch e una stupenda Keira Knightley alle prese con la storia di Alan Turing, colui che non inventò il primo computer ma che fu fondamentale per la fine della Seconda Guerra Mondiale, permettendo agli Alleati di decifrare i codici nazisti permettendo, così, la loro disfatta.
Ve lo consiglio molto, in quanto è una storia che non si sente molto spesso raccontare per diversi motivi, e solo negli ultimi anni è stato riconosciuto il vero valore delle scoperte di Turing e del contributo alla guerra che ha portato.
Ora passiamo ai libri...



Ho appena terminato la Saga di Divergent, e con parecchio ritardo visto che il primo capitolo dei libri è uscito nel 2011, mentre quello cinematografico nel 2014. La saga è composta da tre libri ovvero Divergent, Insurgent e Allegiant, e uno spin off dedicato a Quattro che, in modo molto fantasioso si intitola Four.
In un futuro apocalittico distrutto dalle guerre è sopravvissuta un'unica città che, per evitare l'inizio di nuove guerre, si è divisa in cinque fazioni: Intrepidi, Candidi, Eruditi, Pacifici e Abneganti. Ma le cose stanno precipitando lo stesso e toccherà a Tris e Four a salvare la loro città.
I primi due libri hanno una trama e uno stile di scrittura molto godibile e veloce, che costringe il lettore a rimanere incollato alle pagine, trattenendo il fiato nei momenti più difficili e sospirando di sollievo quando le cose cominciavano a procedere bene. Il modo di agire dei protagonisti, che continuano a correre e a lottare senza fermarsi aiuta ad avere un ritmo rapido e senza pause. E' proprio il cambiamento di ritmo a rendere Allegiant più lento e, a parer mio, complesso da digerire.  La prima parte risulta un po' fastidiosa in quanto vi è una calma innaturale che si contrappone alla rapidità dei libri precedenti, ma poi si risolleva intorno al metà del libro, conducendoci verso un finale che lascia di stucco.
E' una serie che vi consiglio di recuperare, se invece l'avete già letta ditemi cosa pensate qui sotto, nei commenti.
Vi è un ultimo libro che vi consiglio di prendere, leggere e regalare a più persone possibili. Si tratta di Storie della buonanotte per bambine ribelli, una raccolta di 100 storie che vogliono raccontare la vita di altrettante donne grandiose, che hanno cambiato la storia. Le loro vicende, alcune volte tragiche, altre con un lieto fine, sono riportate in modo semplice e comprensibile per i più piccoli, permettendo ai grandi di domani di conoscere alcune delle figure più importanti dei tempi antichi e del giorno d'oggi, e insegnando che se si vuole veramente qualcosa e si lavora sodo si possono fare grandi cose.
Buona lettura!

lunedì 15 maggio 2017

THE MIDNIGHT SEA di K.Ross

I secoli precedenti all'anno 0 hanno visto la nascita di grandi popoli, primo fra tutti quello greco, ma vi era un altro impero che splendente in quel periodo: l'Impero Persiano. Ma se i libri di storia non avessero raccontato tutto? Se questo impero deve la sua forza e la sua estensione a qualcosa di diverso che alla semplice bravura militare? Se avesse potuto contare su un aiuto un po' speciale?



Nazafareen è una ragazza senza nessun freno e testarda che ha perso la sorella minore a causa di un demone. I sensi di colpa che la divorano la portano a lasciare il suo clan per entrare a far parte dei Water Dog, guerrieri che combattono le entità oscure avvalendosi dei poteri dei daeva, anch'essi demoni ma che, grazie a dei bracciali magici, sono sotto il loro controllo.
La ragazza, alla fine dell'allenamento, riceve il suo daeva, Darius, un ragazzo misterioso e scorbutico con una preposizione per la manipolazione della terra. I due, dopo diverse difficoltà, inizieranno a legare ed essere a tutti gli effetti una squadra e forse qualcosa di molto di più, ma la loro realtà verrà sconvolta quando scopriranno che tutto quello che hanno imparato in realtà non è altro che una crudele manipolazione della verità, portandoli a cercare un luogo sicuro in cui rifugiarsi e combattere per ciò che è veramente giusto.
The Midnight Sea  mi ha tenuto incollata alle pagine fin dal primo momento grazie alla narrazione e alla trama avvincente. Nazafareen è una protagonista impulsiva, prima agisce e poi pensa a quello che avrebbe potuto fare, ma che tiene bene a mente il suo scopo: salvare chi ama sacrificando anche sè stessa. Proprio questo suo temperamento la porterà ad affrontare diversi problemi, soprattutto con Darius, il suo 'schiavo'.
Darius è un ragazzo schivo che usa la sua maschera di cinismo per nascondere la sua sofferenza. I suoi modi freddi e distaccati fanno intuire un animo complesso e tormentato che ci conquista subito, portandoci a desiderare un lieto fine per lui, che, invece, si autoinfligge continuamente 'dolore'. Il daeva, infatti, desidera la sua prigionia, desidera che la sua padrona lo ferisca o gli dia ordini, si impone di essere distaccato da lei quando in realtà ne è attratto irrimediabilmente. Con Nazafareen, però, assapora il senso di uguaglianza, di libertà e di fiducia, che gli permette di aprirsi verso di lei lentamente e in modo consapevole.
Il loro rapporto cresce continuamente nel corso del libro, in modo graduale, facendoci intuire un dolce finale che però rimane incerto, soprattutto dopo un avvenimento tragico e doloroso che, a metà libro, mi ha sconvolto, facendomi scendere anche una lacrimuccia. Questo evento va ad innescare quel susseguirsi di eventi che porteranno i due protagonisti a vedere le loro posizioni all'interno dei Water Dog messe in discussioni.
Mi è piaciuto molto che a far partire quella che sarà una vera e propria catastrofe fosse semplicemente il dolore umano, un dolore cieco dovuto alla perdita di una persona vicina ma che è stata mantenuta sempre a una certa distanza per evitare una colpa che li avrebbe macchiati per sempre. Questa sofferenza ha portato uno dei personaggi più belli del libro a diventare l'antagonista della protagonista, portandola molto vicino alla morte senza mai trovare un po' di compassione in quanto fin troppo sopraffatto dall'oscurità presente nel suo cuore.
Ma cosa c'entra tutto questo con l'introduzione che vi ho fatto all'inizio del post? Bè, con l'ambientazione che Kat Ross ci regala, magistrale e perfetta.
Nel corso del libro ho trovato spesso nomi di regioni o città che realmente sono esistite nell'antichità e che hanno ricoperto un determinato ruolo nella storia, e ho pensato fosse una coincidenza, finchè non sono giunta alla fine del romanzo, in cui viene rivelato il vero nome di uno dei personaggi. L'intera storia si svolge nel corso del 330 a.C., periodo di decadenza dell'Impero Persiano propria a causa di alcuni invasori, che nel libro di scuola sono semplici umani, ma in questo romanzo, invece, non sono altro che demoni e negromanti. Ciò apre un bellissimo parallelismo in cui fantasy e storia si compenetrano, andando a dare una versione rivisitata alla grandezza di un Impero che in 'pochissimo' tempo è scomparso dopo anni di governo luminoso. Inoltre, quante volte ci siamo chiesti come facevano alcuni giovani conquistatori a vincere battaglie sanguinolente contro comandanti più esperti di loro? Bene, questa volta verrà svelato il segreto, ovvero che al fianco di un giovane re passato alla storia c'erano dei daeva potentissimi, desiderosi di ottenere la libertà.
The Midnight Sea  è quel libro che ti dà la soddisfazione di arrivare alla conclusione, di intuire il percorso degli eventi, ma allo stesso tempo segue un percorso che ti lascia di sasso, interdetto, lasciando l'insoddisfazione di non aver compreso quei personaggi che, almeno un po', ti restano nel cuore.
Speriamo che anche nei prossimi romanzi troveremmo questa lucidità narrativa e una nuova avventura avvicente e meravigliosa come quella di questo meraviglioso primo capitolo!


Ringrazio la Dunwich Edizioni per avermi permesso di partecipare a questo Release Party permettendomi di scoprire una scrittrice meravigliosa, ovvero Kat Ross, e un libro stupefacente come questo.
Un bacione e buona lettura!

mercoledì 3 maggio 2017

LE BEATRICI di S. Benni

Molteplici voci si susseguono nello spettacolo ideato da Stefano Benni, diverse realtà e epoche fanno capolino in Le Beatrici, un'opera che va letta tutta d'un fiato.


Come già detto si tratta del copione di un'opera teatrale composta unicamente da monologhi femminili, intervallati da poesie divertenti e ironiche. Anche le parole pronunciate dalle protagoniste sono grondanti di sarcasmo e di satira, ma sono allo stesso modo taglienti e crudeli; esse portano alla luce il marcio della loro epoca e della loro realtà,che le avvolge e le distrugge.
Tra le donne di Benni emergono di sicuro in modo chiaro le figure di Beatrice e della Vecchia.
Quest'ultima racconta la vita di abusi che ha dovuto sopportare in gioventù e come il suo corpo, ormai anziano e decadente, non rispecchi l'anima giovane e vogliosa di vita che racchiude in sè. Le sue parole sono affilate e attaccano il lettore/spettatore senza pietà, mira a ferire. Le sue parole sono piene di sarcasmo quasi a voler nascondere il dolore che prova dentro di sè, la vergogna per quello che ha subito, arrivando a giustificarlo. E' una donna che non vuole mostrare la sua fragilità, ma poi si arrende e chiede di essere liberata, per poi tornare a richiudersi dietro una maschera di strafottenza solo per poter preservare la sua dignità.
E' una donna che non ha un periodo storico preciso dove poter essere collocata, la sua storia è simile a quella di molte altre ragazze che si sono trovate costrette a subire delle violenze, che non vogliono denunciare perché temono di perdere la loro forza, la loro indipendenza, la loro voce, sbagliando.
Il mio personaggio preferito, però, è e rimane Beatrice, o meglio la Beatrice di Dante. La ragazza che abbiamo imparato a conoscere attraverso le poesie del Sommo Poeta si rivela a noi in tutta la sua femminilità e in tutto il suo voler essere donna. 
E' un personaggio forte e caparbio che vuole vivere, che vuole essere amata come donna reale e non come mera creatura angelica da osannare attraverso canti.
Spiritosa e senza pelli sulla lingua, Beatrice ci racconta come essere la musa di un poeta possa avere dei pro e, molti, contro, la difficoltà di vivere in un momento storico dove la libertà è solo maschile e la donna, invece, debba essere vista come una creatura quasi divina.
A renderla ancora più vicina a noi questo è la presenza di riferimenti al nostro tempo, il che rende tutto ancora più divertente grazie alla compresenza della dialettica medioevale con quella contemporanea.
Benni è riuscito a catturare in modo autentico, e pieno, la realtà del mondo delle donne, la continua compresenza di diversi ruoli e stati d'animo nella figura femminile: angelo/diavolo, madre/lavoratrice, forte/fragile... Questi aspetti emergono in modo più o meno chiaro nelle vicende di tutte queste figure, portando in alcuni momenti a riflettere sulle loro storie, sul modo di rapportarsi con la sfera femminile e sul modo di vivere.
Vi lascio qui sotto il link per poter vedere il video di Cimdrp che legge il primo capitolo, quello appunto dedicato a Beatrice, e ci vediamo alla prossima recensione.
Buona lettura!



martedì 25 aprile 2017

LA BELLA E LA BESTIA

Anno:2017
Regista: Bill Condon
Attori: Emma Watson, Dan Stevens Luke Evans, Josh Gad, Kevin Kline



Nuovo live action marchiato Disney che vuole riproporre uno dei classici più amati della sua storia.
Ritroviamo in sostanza la stessa vicenda del Classico, per chi non lo sapesse è questa: Belle vive con il padre inventore in un paesino 'provinciale', dove gli unici che possono avere una formazione scolastica sono i maschietti, perciò la ragazza non viene vista di buon occhio in quanto in grado di leggere, scrivere e di far conto.
Essendo la più bella della cittadina viene corteggiata da Gaston, un uomo forte e affascinante, che lei rifiuta in più occasioni. Il padre, Maurice, mentre si reca alla fiera annuale, si perde nella foresta finendo in un castello abbandonato dove raccoglie una rosa da portare alla figlia. Questo atto, all'apparenza innocente, scatena l'ira del principe del castello, la Bestia, che lo imprigiona.
Belle, scoprendo il destino del padre, decide di prendere il suo posto come prigioniera, sapendo che non avrebbe più potuto abbandonare il castello per il resto della sua vita. Durante il soggiorno tra le mura scopre che in realtà la Bestia e gli abitanti del castello sono sotto un terribile incantesimo, che presto diverrà irreversibile.
La prima versione cinematografica della Bella e la Bestia fu realizzata nel 1992 dalla Disney e gli valse l'Oscar come miglior colonna sonora e il Golden Globe come miglior film commedia o musicale, perciò una versione live action era un'idea, almeno sulla carta, vicente...E lo è stato!In meno di una settimana era il film con il maggior incasso del 2017. Sembra che tutti siano andati a vedere questo film, chi per rivivere la magia del Classico chi per vedere se le critiche e le dicerie erano fondate. Infatti è nata una vera e propria bufera riguardo a due aspetti del film,
uno a livello internazionale e uno tutto italiano.
Il film non è stato distribuito in tutti i Paesi del mondo a causa della presenza di un personaggio dichiaratamente omosessuale presente nella pellicola, ovvero LeTont, il tirapiedi di Gaston. Infatti in molti Paesi, come la Malesia e la Russia, il film è stato vietato ai minori di, rispettivamente, 13 e 16 anni. Nel web vi sono stati genitori che inneggiavano il boicottaggio a causa di questa presunta scena omosessuale.
In effetti vi sono due scene dove si potrebbe vedere un riferimento all'omosessualità ma non è nulla di oltraggioso. Vediamo, nel primo caso, solo un uomo che viene vestito da donna e che, dopo un secondo di personalità, si trova a suo agio. E' una gag che serve a sdrammatizzare un momento piuttosto pesante della storia ma soprattutto l'abbiamo vista e rivista in mille modi, anche nel contesto Disney. In Pirati dei Caraibi e la maledizione della prima luna  Pintel e Ragetti vengono vestiti da donna e fanno le stesse moine che farebbero delle ragazze, eppure nessuno si è sconvolto in quel caso.
La seconda scena invece riguarda la fine dove il malcapitato della scena precedente e LeTont si trovano a ballare insieme, una scena di un secondo, di cui ci si accorge a malapena, in quanto troppi concentrati sulla vicenda che si sta narrando.
Insomma sono gli unici due momenti dove chi sta cercando l'argomento può essere accontentato, per tutto il resto del film osserviamo un LeTont molto simile a quello del cartone.
Per quanto riguarda l'aspetto che ha sconvolto il pubblico italiano è il cambio delle parole nei testi delle canzoni, cosa avvenuta per esigenze di labiale. Essendo un film per bambini non era possibile tenere le canzoni in lingua originale e i cambiamenti non sono nemmeno così fastidiosi, ci si fa  l'orecchio velocemente.
Ma oltre a questi elementi come è il film?
Eccezionale!
La Disney non solo fa riferimento al cartone del 1992 ma lo corregge, vengono spiegati alcuni buchi di trama, ad esempio come ha fatto Belle a caricare la Bestia sul cavallo, perché anche gli abitanti del castello siano stati puniti o che cosa è successo alla madre di Belle. 

Hanno aggiunto nuove canzoni, nuove scene, nuove storie e intrecci, e spettacolarità alle scene. Quest ultimo aspetto risulta ancora più evidente grazie allo stile barocco delle ambientazioni, che riprendono il periodo storico in cui effettivamente si sarebbe ambientata la favola.
Gli attori sono a dir poco perfetti, Luke Evans, che interpreta Gaston, si è immedesimato in modo perfetto nel personaggio, portando sullo schermo un uomo fermamente convinto della sua bellezza e che sfrutta il suo potere e la sua influenza per ottenere quello che desidera.
Dan Stevens è stato un'ottima Bestia, forte e dolce, inoltre consiglio di ascoltare in lingua originale la canzone 'Per sempre' dove potete sentire le sue capacità canore.
Per quanto riguarda Emma Watson è Belle sotto tutti i punti di vista! Posata, intelligente e forte, un personaggio che ricorda sotto molti di punti Hermione Granger, ma in fin dei conti nei vari cross-over tra il mondo magico e quello Disney la maghetta più brillante della nostra epoca è sempre stata collegata a Belle.
Vi consiglio caldamente questo film per diversi motivi.
Il primo fra tutti è ritrovare la propria infanzia sullo schermo e rivivere la magia di una delle storie più belle del mondo Disney. Vi è poi la qualità del prodotto e la capacità di far passare ancora un messaggio importante per i più piccoli ma anche per i più grandi.
Buona visione!

lunedì 3 aprile 2017

Reign (I stagione)

Dio salvi Rai 4! Ogni volta che capito su quella rete trovo qualche serie interessante, come ad esempio Reign, per l'appunto.
L'ho intravista un po' di tempo fa, ma purtroppo era già a metà della prima stagione, perciò decisi di recuperarla a tempo debito e quel giorno è arrivato, facendomi scoprire una serie meravigliosa!


Maria Stuart abbandona il convento in cui è stata rinchiusa fin da piccola per tornare alla corte di Francia, per convolare con Francesco, il Delfino di Francia, accompagnata dalle sue quattro dame di
compagnia, nonchè migliori amiche. Il futuro sposo, però, non sembra felice di ciò e prende le distanze dalla giovane ricordandole che fra loro non ci sarà mai amore bensì la loro unione sarà solo pura e semplice politica.                 La malcapitata dovrà sopportare tutto ciò per amore della Scozia, di cui è regina, cercando di sopravvivere anche agli attentati di Caterina, madre di Francesco e regina di Francia, che, avvertita da Nostradamus, vuole impedire la morte del figlio causata proprio dalla futura sposa.                                     Ben presto i sentimenti di Maria e Francesco cambieranno, ma la loro storia d'amore sarà messa in pericolo e a dura prova dalle nuove strategie politiche di re Enrico e dalle vicende oscure che avvengono dentro e fuori dal castello.    Sono presenti diverse storylines che all'inizio sembrano fare da sfondo alla vicenda ma che divengono fondamentali per il proseguimento della trama.
La seria è ben costruita, i personaggi cambiano nel corso della stagione in modo calcolato e attento, mostrando il loro lato umano e complesso. Basti pensare a Maria e Caterina, le due vere e indiscusse protagoniste, che hanno un rapporto che altalena tra l'amicizia e la discordia.
La prima passa da essere una fanciulla ingenua a una regina decisa e forte che mira ad ottenere quello che desidera e salvare il suo popolo, mentre la regina da donna spietata spesso fa intravedere la sua debolezza e l'amore per i figli.
Le vicende storiche sono costruite in modo sommario e fanno anche loro da sfondo alla trama lasciando più spazio agli intrighi di corte, agli scandali e all'amore tra Francesco e Maria.   Altra piccola pecca riguarda la ricostruzione storica, anche se i palazzi rispecchiano l'epoca, gli abiti e le musiche, sia di sottofondo che quelle presenti all'interno delle vicende, richiamano il mondo moderno, un esempio è Royals di Lorde rimaneggiata per farla sembrare una canzone del '500. Questi elementi, però, rendono più vicine a noi gli avvenimenti, inoltre la storia è così avvincente che permette allo spettatore di immergersi completamente in essa.
Buona visione!

lunedì 27 marzo 2017

Le mogli di Enrico VIII

Ho scoperto questa trilogia girovagando tra le proposte di Kindle Unlimited (http://amzn.to/2nKfMzk). All'inizio mi immaginavo libri enormi e lunghissimi, probabilmente a carattere storico, con una narrazione impersonale tipica del saggio, invece mi sbagliavo.
Sono tre racconti brevissimi, di poche pagine, che narrano la vite di queste donna dal loro personale punto di vista.


La prima che incontriamo è Anna , la seconda moglie del re e madre di Elisabetta. Si credeva invincibile dopo aver rapito il cuore del re ed essere diventata la nuova regina, sconfiggendo la principessa spagnola e riuscendo a piegare al suo volere persino la chiesa, finche non comprende 
 che sta perdendo il potere che tanto aveva bramato in quanto non ha concepito l'erede maschio che il sovrano tanto desiderava, così Enrico si dedica ad altre fanciulle. Questo all'inizio non la disturba fino a quando non è chiaro che il re non la vuole sostituire con una donna più giovane e bella di lei, probabilmente, anche più fertile. Jane, la nuova fiamma del re, appare agli occhi di Anna come un mostro desideroso di annientarla e di vederla soccombere.
La regina è spaventata per la sorte che attende lei e la figlia, teme per le loro vite, per questo cerca di combattere con le unghie e con i denti per salvarsi.       Ma come la storia ci insegna Anna muore e Jane diviene la nuova regina.
Jane è una ragazza che ama suo marito con tutta sè stessa, lo ama veramente,
tanto da farsi ambasciatrice della causa delle sue due figliastre, Maria ed Elisabetta, all'unico scopo di riunire la famiglia e renderlo felice. Il suo è un cuore grande che, però, risulta inadatto alla corte e ai doveri di una regina, sopporta l'odio che le viene rivolto e i continui tradimenti del marito, ma è troppo buona e proprio per questo anche la sua
vita viene spezzata in modo tremendo e doloroso.Cede così il posto a una seconda Anna , una principessa francese, che si vede strappata da una famiglia orribile per entrare in una nuova gabbia dorata.
Sia lei che Enrico non sono contenti del matrimonio, non si sono mai amati e vengono persino ingannati per giungere a questa unione che ha più valenza politica che alto, e ciò porrà la donna in una posizione ancora più complessa rispetto a quella delle donne che l'hanno preceduta, dovrà muoversi in modo scaltro per riuscire a sopravvivere.
La sua vita sembra segnata dallo sconforto, ma l'unico scopo di questa nuova regina è vivere e avere un po' della libertà che aveva sempre sognato.               Le tre donne di cui facciamo conoscenza sono diverse tra di loro ma sono accomunate dal desiderio di vivere e di essere felici. Le loro voci sono rese reali da uno stile di scrittura che sembra farle vibrare di  vita propria, ci sembra a trovarci di fronte a loro, mentre ci raccontano le loro infelici vite, le possiamo immaginare piangere, sorridere o tremare. Sono racconti brevi che riescono comunque a trasmettere delle grandi emozioni.
Vi consiglio vivamente questi racconti per poter conoscere tre regine complesse e diverse
 tra di loro, speciali e meravigliose nella loro unicità, che affrontano ingiustizie, che amano e che lottano per dimostrare il loro valore e il loro orgoglio di essere donne.
Spero veramente che Antico ci regali anche le storie delle altre regine al più presto.
Buona lettura!

sabato 25 febbraio 2017

A VOLTE SI MUORE di C.Vergnani

Una società allo sfascio, dove delinquenti e stupratori la fanno da padrone, dove per sopravvivere bisogna essere armati fino ai denti o avere soldi. In questo ambiente malsano si muove un'ombra che terrorizza tutti portando tortura e morte a coloro che se lo meritano.



La situazione di Vergy e Claudio non è delle più semplici: tornati da un lavoro dagli Stati Uniti si sono trovati senza una casa in cui stare, perciò sono costretti a cercarsi in un rifugio dove proteggersi per evitare di essere uccisi dai delinquenti che girano per la città. Si recano così in un vecchio edificio fatiscente tra la città e un vecchio cimitero. E proprio qui, in mezzo alle lapidi, che fanno la conoscenza del Bisbiglio, un killer che non teme di sporcarsi le mani con le torture più orride.
In una società in disfacimento c'è bisogno di un eroe che non  segue le regole e che alcune volte si deve sporcare le mani di sangue.
Anche se è il terzo volume di una serie non è strettamente necessario conoscere tutti gli avvenimenti precedenti, in quanto le vicende non sono strettamente collegate e i personaggi vengono descritti nuovamente e riassunti anche gli avvenimenti che ci interessano per comprendere la storia.                                                                  Ho apprezzato veramente molto questo libro per diversi motivi.
Il primo sono i personaggi politicamente scorretti e tutt'altro che eroi senza macchia. Claudio è un uomo consumato dall'ansia e dalla depressione, è il più sensibile dei due, ma questo non gli impedisce di lottare, mentre Vergy (che ho letteralmente adorato!) è un uomo che non teme di camminare per le vie dell'inferno, è testardo e ha sempre la battuta pronta.                 Meravigliosi sono i battibecchi tra i due e quelli tra Vergy e i personaggi che si avvicendano nel corso  della narrazione: sono geniali e irriverenti, ma ci permettono di comprendere in modo ancora più vivido la psicologia di questi.
Altro elemento che mi è piaciuto è la narrazione: Vergy e Claudio non vanno in cerca del Bisbiglio. I due protagonisti non vogliono scontrarsi con questo assassino, ma le loro strade continueranno a incrociarsi, ma non con insistenza, bensì come se fosse una banale casualità all'interno di un mondo
che sta andando a rotoli.                                                La storia si muove in un panorama sociale che mette i brividi in quanto sembra molto, troppo vicino a quello che ci potrebbe succedere: i cittadini comuni sono indifesi di fronte a una mafia e a un élite sempre più ricca, non arrivano a fine mese e molto spesso sono loro stessi a dover diventare dei criminali per sopravvivere, si creano così innumerevoli e squilibrate bande di malviventi.                                                                 Tutto sembra ancora più reale grazie alla sensazione e all'atmosfera di decadenza che permane questo libro, rendendolo fin troppo reale.
E' un romanzo che vi terrà attaccati alle pagine (o all'e-reader) per tutto il tempo grazie a personaggi complessi e affascinanti, a una storia da mozzare il fiato e con un finale che vi lascerà a bocca aperta. 
Buona lettura!


sabato 11 febbraio 2017

The Crown (I stagione)

E' probabilmente la monarchia più amata in Europa, sono conosciuti in tutto il mondo grazie alle pagine patinate dei vari giornali, ogni momento della loro vita è finito in televisione o sui giornali...ma sappiamo veramente tutto dei Windsor?


Elisabetta è una giovane donna con un marito amorevole, una meravigliosa casa a Malta, due figli stupendi e una vita che procede tranquilla, ma suo padre si ammala all'improvviso obbligandola a tornare a Londra e affrontare il suo destino: lei è destinata a essere la futura regina d'Inghilterra.
Giorgio, suo padre, l'inizierà all'arte del governo e dei doveri di un buon sovrano, ma non riuscirà a prepararla al mondo di squali che in realtà l'aspetta. Giovane e inesperta, si trova a dover affrontare i pregiudizi della nobiltà e del suo Primo Ministro, Wiston Churchill (al suo secondo mandato), che la vede ingenua e immatura per un tale ruolo, ma Elisabetta non si arrende e cerca di seguire le orme del padre e di fare sempre la scelta giusta.
Purtroppo ciò non sarà sempre possibile. La sua vita pubblica si mescola irrimediabilmente con quella privata, portando spesso a vere e proprie lotte tra i ruoli che Lilibeth ricopre, ovvero quello di regina e quello di madre/sorella/moglie. Infatti, se prima Filippo appare amorevole e desideroso di facilitare il lavoro della moglie, ben presto si crea un terribile clima di tensione che rende tutto ancora più complicato.
The crown è una serie moto interessante sotto molti punti di vista, il primo di sicuro è la bravura dei personaggi: Claire Foy, che interpreta la regina, è un'attrice grandiosa, che riesce a passare da essere una donna smarrita e confusa a essere una regina forte e risoluta, vi è poi un eccezionale Matt Smith che riesce a farsi odiare un momento e il secondo dopo farsi perdonare, trasmettendo sempre un certo senso di ambiguità. Ma di sicuro il migliore, a mio avviso, è stato John Lithgow, la sua interpretazione mi ha fatto fatto credere di trovarmi veramente di fronte al vero Wiston Churchill, un uomo ancorato alla tradizione, e all'alone mitico in cui è avvolta la sua persona, restio ad accettare il tempo che scorre e le nuove esigenze.
Molto interessante è anche la storia che ci viene raccontata: non solo ci troviamo di fronte ai primi
anni di regno di Elisabetta, ma anche di fronte alla storia d'amore di Margaret e ai sotterfugi più o meno discutibili messi in atto da una famiglia tutt'altro che normale. La politica è un membro influente della famiglia Windsor, con cui, tutti i membri, sono costretti a che fare, nemmeno la regina può sentirsi libera di agire come preferisce se vecchi tradizioni, leggi antiche o una classe politica troppo conservatrice glielo impedisce.
Molti l'hanno considerata troppo autocelebrativa, ma non credo che possa essere considerata come tale per un semplice motivo: vengono portati alla luce alcuni scandali che hanno messo in serie difficoltà la corona e hanno mostrato una regina manipolata molto spesso dagli altri, se avessero voluto fare un elogio avrebbero realizzato un'opera molto più vicina a The Queen, cosa che potevano benissimo fare in quanto lo sceneggiatore è lo stesso.
L'unica cosa è che i tempi sono lunghi e dilatati, proponendo quindi un dramma incentrato sulla politica, perciò se le storie dai ritmi lenti non sono di vostro gradimento purtroppo non è la serie per voi, ma se amate la famiglia Windsor non potete perderla.
Buona visione!


venerdì 20 gennaio 2017

STORIA PROIBITA DI UNA GEISHA: UNA STORIA VERA di M.Iwasaki

La cultura giapponese è antica e misteriosa, punteggiata da figure eleganti e raffinate come le geishe.
Nel 1997 uscì il romanzo Memorie di una Geisha di A.Golden che ci portò in questo mondo fatto di regole rigide e singolari, ma soprattutto segrete. Infatti l'autore ottene queste informazioni grazie al contributo di Mineko Iwasaki,che rimase, tuttavia, sconvolta dal modo in cui Golden aveva dipinto il suo mondo. Proprio per questo ha deciso, nel 2003, di ridare dignità alla sua professione con il suo libro Storia proibita di una geisha .


Mineko è la più piccola di una famiglia che aveva origini nobili ma che purtroppo era decaduta. Proprio per le difficoltà economici in cui versavano i suoi genitori alcune delle sue sorelle furono mandate a lavorare come geishe o come servitrici nell'okia Iwasaki, dove ben presto le segue anche la piccola Mineko. Qui diventa la nuova otatori, ovvero colei che porterà avanti il nome della famiglia, e, perciò, viene trattata con un certo riguardo. Comincia a ricevere le prime lezioni dove emerge immediatamente per le sue capacità e per la sua voglia di apprendere. Questo perché fin dal primo momento la bambina si prefigge un obiettivo preciso: essere la migliore geisha che Kyoto abbia mai visto.
Il libro, perciò, si può dividere in due parti: prima e dopo la nomina a geisha. Esse sono caratterizzate da un diverso modo di raccontarci la storia, una diversa propensione ai dettagli. La prima parte, dove viene narrata l'infanzia di Mineko, troviamo capitoli lunghi, pieni di descrizioni e di rievocazioni sentimentali. Possiamo, in qualche modo, immaginarci questa bambina giocare nella sua casa  con i suoi fratelli e come fosse poetico il tutto. Man mano che procediamo i capitoli diventano più intensi di nozioni del mondo segreto delle geishe, fatto di lezioni di danza e comportamento, di rinunce e fatiche. I sentimenti vengono accantonati o accennati rapidamente, quasi a sottolineare come tutto fosse rapido e senza controllo, come il suo lavoro si fosse impossessato di ogni aspetto del suo essere. Ci immergiamo così nel turbinio di eventi mondani che l'hanno accompagnata
per tutta la sua carriera, rimanendo senza fiato di fronte agli elenchi di clienti e appuntamenti di una sola sera.Veniamo a conoscenza della vera funzione di una geisha e del suo modo di vivere in pubblico e in privato, cosa è permesso e cosa no, regalandoci lo spaccato di una realtà che sta scomparendo schiacciata dal mondo tecnologico e sempre più in via di sviluppo. 
Queste tradizioni sopravviveranno nell'era dei computer?
Perciò immergetevi in questo mondo e scopritelo, lasciatevi guidare da una delle geishe migliori di Kyoto in questo magico mondo.